Villa Domotica Bifamiliare

  • Località: Padova
  • Sistema: Sistema Casa Fiemme
  • Giorni di edificazione: -
  • Progettista: Arch. Guido Pietropoli
  • Anno di costruzione: 2015
  • Classe energetica: Casa Clima Gold
  • Tipologia: residenziale
  • Numero piani: 2

“Questa struttura assomiglia ad una pagoda immersa in un parco, dà l’idea di essere immersi costantemente nell’ambiente circostante, è un’apertura  che permette di assaporare la bellezza della luce, dell’arrivo delle nuove stagioni, ma anche della pioggia”

Nel lungo viaggio intrapreso attraverso l’Italia alla scoperta delle case più significative realizzate da Rasom in questi anni ho scoperto che non c’è limite alla meraviglia: me ne sono accorta qui, una volta entrata nella zona
giorno, un ambiente a doppia altezza caratterizzato da una “pelle di vetro”, come ama definirla il padrone di casa. “Questa struttura assomiglia ad una pagoda immersa in un parco, dà l’idea di essere immersi costantemente nell’ambiente circostante – afferma – è un’apertura vera sull’esterno, che permette di assaporare la bellezza della luce, dell’arrivo delle nuove stagioni, ma anche della pioggia”. Le esigenze della famiglia erano chiare fin dall’inizio: avere un giardino che fosse il naturale prolungamento della casa; poter disporre di una stanza per i bambini ampia e multifunzionale; un frigo americano in cucina ed un camino per potersi lasciare incantare dalla magia delle fiamme. È stato l’architetto Pietropoli, che segue da sempre l’intera famiglia, a trovare la quadratura del cerchio con una soluzione “ad iceberg” che ospita nell’interrato i garage, i locali tecnici e la taverna. Già qui cominciano le sorprese, con un separé mobile a onde in legno che nasconde la stanza degli hobby: può essere ampliata o ristretta all’occorrenza grazie ad un binario, lasciando così ai bambini la possibilità di giocare quotidianamente in un luogo sicuro e privo di pericoli, ma pronta ad ospitare un gruppo di amici per una cena o un pranzo in allegria. Al primo piano si trovano le camere da letto
e i bagni, mentre salendo ancora si entra nella torretta centrale, con una stanza che ospita al momento un pianoforte ma che è stata pensata come un ambiente in più. “Il cambiamento rispetto alla casa in cui vivevamo prima è notevole – sottolinea il proprietario – sia dal punto dell’efficienza energetica che della vivibilità. Ci è piaciuto subito questo sistema costruttivo a pannelli x-lam perché dà la possibilità di realizzare quello che si vuole rispetto alle tecniche tradizionali, è antisismico ed infine abbiamo scoperto resiste meglio anche
al fuoco”.

L’acquisto del terreno risale al 2010, qualche problema di bonifica che ha bloccato il cantiere per un paio d’anni, e poi nel 2012 l’avvio dei lavori, terminati Nella primavera del 2014. Due anni per completare un edificio con molte peculiarità,tra dettagli, finiture e molteplici accorgimenti che l’hanno resa un’autentica opera d’arte. Dal punto di vista costruttivo si tratta di due edifici a pianta quadrata – 12 metri di lato – orientati secondo l’asse geotermico. “Essendo un quartiere di nuova formazione – spiega l’architetto Pietropoli – non ci siamo preoccupati di contestualizzare la costruzione all’ambiente preesistente, ma abbiamo privilegiato il migliore orientamento dell’edificio. I due porticati, uno a sud e uno a nord, sono collegati visivamente grazie alla presenza delle grandi vetrate. Questa grande trasparenza – di visione, di prospettiva – è un ulteriore valore, funzionale ad una casa giovane in cui si vive in maniera spigliata senza bisogno di nascondere nulla”.
L’impiego di materiali naturali, l’allineamento perfetto delle colonne, il sistema di serramenti particolarmente laborioso per nascondere i telai, il colore cangiante delle pareti esterne: nulla è lasciato al caso. Anzi, tutto è frutto di un ingegno sapiente. In soggiorno occupa la scena il grande mobile, praticamente una scultura, che copre il camino: un masso sfaccettato giustificato da quest’ambiente a doppia altezza che lo svela anche dall’alto.
“Nasconde principalmente il televisore – spiega Pietropoli – perché non amo la predominanza dello schermo in soggiorno, ma preferisco venga utilizzato quando serve. L’esecuzione è stata effettuata in maniera impeccabile dalla falegnameria che ha realizzato la gran parte degli armadi e delle opere in legno della casa. Tranne il divano, il tavolo da pranzo e le sedie, tutto è stato disegnato appositamente per questa abitazione”.Numerosi i particolari originali: “Quando si compongono le case prendendo i diversi pezzi dai cataloghi il risultato è spesso un negozio di arredamento – sottolinea  l’architetto – questo tipo di case hanno bisogno di particolari disegnati appositamente. Elementi che le rendano uniche”. Ne è l’esempio il parapetto della scala lavorato con un motivo di rulli di legno che si alternano nei colori del tek e del larice, secondo l’andamento miscelato degli scalini stessi, pensati per dare vivacità alla scala. Oppure l’armadio della camera padronale: “Un gioco. Volevo trovare un’alternativa alla solita parete fredda o noiosa, da guardare e da apprezzare con una chiave divertente. Il risultato è una facciata cangiante,
per cui a seconda dell’angolazione da cui la guardo diventa più chiara o più scura, in un movimento d’effetto.

Lo studio Pietropoli. è stato fondato nel 1980 da Guido Pietropoli.

Nato il 19 settembre 1945 a Rovigo (Italia). Ha frequentato la Facoltà di Architettura all’Università di Venezia tra il 1964 e il 1970, anno nel quale ha conseguito la laurea a pieni voti con lode, relatore il Prof. Carlo Scarpa. Ha lavorato nell’atelier di Le Corbusier, aperto a Venezia per lo studio del progetto del nuovo Ospedale e diretto dall’Arch. Jullian de la Fuente.
Nel 1972 ha aperto uno studio professionale a Monselice (Padova) e ha iniziato a collaborare ad alcuni progetti di Carlo Scarpa, dei quali ha seguito il completamento dopo la morte del grande architetto nel 1978. Tra il 1972 e il 1976 è stato assistente di Carlo Scarpa nel Corso di Composizione Architettonica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Dal 1977 al 1979 è stato docente di Elementi di Disegno Industriale alla Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza. Nel 1980 apre un nuovo studio professionale a Rovigo, in collaborazione con l’architetto giapponese Theruisha Ito. Nel biennio 1981-1982 è Direttore della Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza. Dal 1989 al 1994 ha progetta componenti per l’edilizia per conto della società giapponese YKK (Kanda, Izumi-Cho, Chiyoda-Ku-Tokyo). Negli anni ’90 ha realizzato progetti di edilizia residenziale e ristrutturazioni di importanti edifici quali ad esempio l’ex zuccherificio di Rovigo, recuperato ad uso Fiera, Centro Congressi e Università.

Dall’inizio del 2000 è affiancato nell’attività professionale dal figlio Martino, laureato in architettura a Ferrara con pieni voti con relatore l’arch. Massimo Carmassi.

Martino, classe 1974, è stato assistente alla Facoltà di Architettura di Cesena, è un fotografo e comunicatore. Ha fondato diversi siti di design e arti varie.

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