Casa monofamiliare

  • Località: Ravenna
  • Sistema: Sistema Casa Fiemme
  • Progettista: Arch. Maurizio Gordini
  • Anno di costruzione: 2011
  • Tipologia: residenziale
  • Numero piani: 2

Otto mesi per realizzare un sogno:  una villa in campagna su un terreno di oltre 12 mila metri quadrati, dotata di qualsiasi comodità. Talmente confortevole che Sofia, la figlia di due anni e mezza, la preferisce a qualsiasi uscita al parco o al mare.

Perché non si è mai troppo piccoli per capire dove si vive bene.

La villa è di 250 metri quadrati circa, con un bel soppalco. Le parole chiave sono: tecnologia, comfort e autoproduzione.

Grande attenzione è stata data infatti alle soluzioni mirate ad avere ottime prestazioni a livello energetico, tant’è che è stata registrata in classe A+.

“Con il termotecnico– racconta il proprietario – abbiamo studiato la maniera per rodurre elettricità per tutta la casa, senza dover ricorrere al gas. Il fotovoltaico architettonico sul tetto produce 15 kW, che servono innanzitutto per la cucina, dal piano di induzione al teppanyaki (piastra di cottura di origine giapponese, ndr), dall’abbattitore di temperatura ai due forni, alla piccola cantina”.

Tutto è all’insegna della tecnologia e del comfort: le veneziane motorizzate, l’aspirazione centralizzata che prevede l’inserimento del tubo nelle diverse bocchette sparse per la casa, il sistema di ventilazione meccanica fondamentale per garantire il riciclo dell’aria in una casa così bene coibentata.

A colpire l’attenzione del visitatore è poi il pannello centrale all’ingresso, emblema del sistema domotico che tiene sotto controllo tutto, anche a distanza grazie all’uso di cellulari di ultima generazione e di computer.

Ricerca e soluzioni originali

Gli ambienti sono ampi e luminosi, arredati con gusto moderno. Mai banali.

Il biocamino ad alcool, l’originale inserto di vetro nel soppalco allineato alla velux, ispirato dalla visita in un ristorante della Val di Fassa; le pareti colorate frutto dell’estro di un abile artigiano, così come le soluzioni ideate  da lui e dalla moglie per arredare i rispettivi  bagni, in una “sfida” che ancora non vede un vincitore certo. Bello anche il tetto con le perline sbiancate e le travi al naturale, illuminate la sera da un particolare gioco di luce.

Come funziona invece il riscaldamento?
“Gaetano Rasom non sbaglia mai- sottolinea ridendo il padrone di casa – fin dall’inizio sosteneva che questa casa avrebbe avuto eventualmente più problemi di raffrescamento che di riscaldamento. L’inverno scorso abbiamo

acceso la pompa di calore solo alcune ore al giorno per nemmeno due mesi. La casa è perfettamente coibentata e ne siamo molto contenti. Tornassi indietro mi accorderei per un servizio “chiavi in mano” ancora più completo: nel contratto avevo escluso gli impianti elettrici ed idraulici, perché pensavo fosse più opportuno appoggiarmi a professionisti locali, ma la qualità Rasom è altissima”.Dalla nostra visita la famiglia si è allargata. E non è difficile immaginarla impegnata in questa nuova avventura. Sempre entusiasti della loro nuova abitazione, che è un po’ un porto di mare. Con tanti amici che vanno e vengono, che si fermano a mangiare tutti insieme, a volte anche fino a tardi. D’altra parte ci eravamo lasciati con queste parole: “I tavoli da 12
persone non sono un caso, amiamo circondarci di persone e stare
insieme. Non è solo Sofia a non avere voglia di uscire. Anche noi, se possiamo decidere, rimaniamo qui perché meglio di così non possiamo stare”.

La testimonianza dell’architetto

Maurizio Gordini, con studio a Lugo di Ravenna, è l’architetto che ha ideato il progetto.
Lo abbiamo incontrato per capire le sue perplessità iniziali sulla casa in legno e soprattutto per capire com’è andata a finire.

Architetto, cosa non la convinceva?
Due questioni. La prima era la funzionalità e la durabilità di questo materiale: qui c’è un clima particolare, estremamente umido per tutto l’anno e il legno può risentirne.
Istintivamente le strutture in legno, se puntiformi, ovvero a reticolo, non mi sono mai piaciute, troppi giunti e troppo esili. Non conoscevo però il sistema a pannelli x-lam di Rasom e mi sono dovuto ricredere. Questa era la prima casa in legno che seguivo e ho visto realizzare una struttura solidissima, che non avrà nessun problema di stabilità,
né di degrado.

L’altra questione?
Ritengo che il progetto debba essere sempre la base di quello che si vede alla fine e non è detto che col legno si riesca a realizzare esattamente un progetto pensato per i metodi di costruzione tradizionali.
Questa era una casa che si poteva tranquillamente realizzare in muratura o in cemento armato. E poi uno dei problemi che si riscontrano nel caso di strutture altamente coibentate, sono gli spessori dei solai troppo grossi. Una mazzata dal punto di vista estetico.
Invece Rasom Wood Technology aveva già  un’ottima soluzione per le falde di gronda, mentre per i timpani ne ha studiato una particolare.
In questa maniera il mio progetto è stato rispettato alla lettera.

Il suo ruolo invece è stato fondamentale per superare alcuni vincoli imposti dal Comune.
Sì, non accettavano il progetto ad un solo piano, perché contrario all’architettura
tradizionale. Per dare l’effetto dei due livelli mi sono inventato un tetto fotovoltaico
che si sovrappone a quello reale.
È stata la chiave di volta per avere l’ok della commissione edilizia.

I sistemi utilizzati